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domenica 3 dicembre 2017

S) Le Tecnologie degli Argini Artificiali

Per la costruzione degli argini artificiali c'è bisogno di un lavoro intrecciato di diverse scienza e tecnologie. Prima tra tutte è l'ingegneria, in particolare quella civile, idraulica  ed ambientale. Tra le altre discipline c'è la geotecnica che si occupa del comportamento delle terre nella loro sede naturale  dei problemi connessi alla progettazione e alla costruzione  di tutti i vari tipi di opere in terra, come fondazioni, dighe,argini ecc.
Un' altra scienza che risulta molto importante é quella dei materiali che studia quali materiali e componenti sono più adatti alla costruzione degli argini in base alle condizioni ambientali e geografiche. A supporto di tutte queste discipline ci sono la fisica e la meccanica che forniscono i principi di base.

martedì 28 novembre 2017

P) Le Specifiche degli Argini Artificiali

Per gli argini ci sono numerose normative tecniche e specifiche che ne regolano la costruzione e la collocazione.
Alcuni esempi sono:

  • La distanza dal piede dell’argine artificiale alle costruzioni e alle abitazioni deve essere  di minimo 10 metri. Ciò é stabilito nel Regio Decreto 25/7/1904 n.523.
  • È vietata la formazione di pietraie,pescaie e piantagioni che si inoltrino dentro gli alvei del fiume.
  • L’altezza degli argini è decisa in base all’entitá degli eventi di piena previsti nel tempo di ritorno (tempo medio in cui un valore di intensità viene raggiunto).
  • La scelta dei materiali viene fatta in base alla loro plasticità,permeabilità e distribuzione, di solito si scelgono materiali con una percentuale di sabbia compresa tra il 15% e il 50%.

Inoltre nelle varie regioni italiane ci sono diverse normative a seconda del tipo di corso d’acqua da proteggere.

venerdì 27 ottobre 2017

E) I Materiali Sostitutivi degli Argini Artificiali

Per la costruzione degli argini artificiali si utilizzano generalmente terre fini, argille e limi argillosi, con questi materiali si possono ottenere condizioni di bassa permeabilità con modesta deformabilità ed apprezzabile resistenza meccanica.
Si tratta di terre limose e argillose comprese tra il tipo A6 e A4 della classificazione CNR-UNI10006 (tabella). 



























Argilla: è una roccia sedimentaria clastica, costituita da granuli detritici accumulatisi per decantazione in acqua , per azione di ghiacciai  o per azione dei venti . Suoi componenti mineralogici essenziali sono quei silicati idrati di alluminio, a questi minerali argillosi è dovuta la plasticità delle argille e la loro capacità di acquistare e perdere facilmente acqua. 

Terreni argillosi: è un suolo la cui tessitura è composta da oltre il 40% in argilla sul totale della terra fine. Da un punto di vista chimico e mineralogico, la frazione granulometrica prevalente, l'argilla, è rappresentata da minerali argillosi, silice, idrossidi di ferro e alluminio e dall'humus. L'aggettivo compatto, attribuito a questo terreno, si deve al ruolo preponderante delle forze di coesione sullo stato di coerenza del terreno, che appare tenace e povero di macropori. L'aggettivo pesante è invece derivato dallo sforzo fisico richiesto dalla lavorazione di questo terreno. 

Limo: è il sedimento abbandonato dalle acque dei fiumi dopo le piene e si distingue in limo grossolano o limo fino.La sua composizione chimica varia con la natura mineralogica e geologica del bacino di alimentazione e del letto dei fiumi e dei torrenti; e per uno stesso fiume varia anche dal periodo di piena a quello di magra. In genere esso contiene larga copia di principi fertilizzanti.


Terreni limosi: hanno il 10% di sabbia, l'80% di limo e il 10% di argilla. I loro difetti sono che hanno una forte tendenza a conservarsi allo stato disperso, con effetto addensante. Il terreno risulta impermeabile sia all'aria sia all'acqua. Sotto l'azione della pioggia battente gli aggregati superficiali si spappolano e formano uno strato fangoso, destinato a trasformarsi in una crosta dura, dannosa perché ostacola sia la nascita delle piantine sia gli scambi gassosi tra l'aria e il terreno


Fonti: 
-Corso di Opere in terra presso la facoltà di Ingegneria civile dell'Università di Ferrara
-Enciclopedia Treccani